Da Napoli a Pisa, gemellaggio tra i Master ACORS e APC

L’UNIONE FA…L’ANTIMAFIA

È stata una giornata ricca di appuntamenti, quella del gemellaggio tra gli studenti del Master in “Analisi e Prevenzione della Corruzione”(APC) dell’Università di Pisa e quelli del Master in “Analisi dei Fenomeni della Criminalità Organizzata e Riutilizzo Sociale dei Beni Confiscati” (ACORS) dell’Università Federico II di Napoli.

L’agenda del giovane futuro dell’Antimafia, parte dalla lezione mattutina del Prof. Alberto Vannucci sulla storia della corruzione in Italia e passa dal seminario del Dott. Ettore Squillace Greco, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Livorno, sul tema della presenza delle Mafie al Centro-Nord Italia.

Il Seminario ha un taglio squisitamente pratico, frutto delle diverse testimonianze che il relatore d’eccezione, in virtù della sua esperienza come Procuratore distrettuale Antimafia a Firenze, può fornire al suo pubblico. E come ogni dissertazione pratica che si rispetti, sono molti gli spunti, ma soprattutto i dati numerici-empirici che parlano di una consolidata presenza mafiosa nelle regioni del Centro-Nord da prima degli anni ’80 e di una giurisprudenza sempre più in fermento, ma in parte ancora limitata.

Ci sono diversi fattori che incentivano l’odierna migrazione (e sedimentazione mafiosa) oltre le regioni “storiche”: le necessità relative ai soggiorni obbligati, quindi il fattore casuale, ma anche le necessità dettate dal territorio, quindi la volontà di espandersi e reinvestire i capitali nel circuito lecito.

Su questo ultimo profilo, il Dott. Squillace offre uno spunto molto interessante sottolineando come “il reinvestimento nella villa o nell’attività di nicchia non è altro che uno specchietto per le allodole, per adescare i più giovani o coloro ai quali si vuol far credere che la vita facile paghi”. Al contempo, il vero spostamento di capitali avviene altrove e spesso se ne perdono le tracce.

Da qui, due interessanti spunti di riflessione: quello sulla distinzione tra impresa mafiosa ed impresa a partecipazione mafiosa e la necessità di un dialogo sovranazionale su questi temi al fine di poter dimostrare come oggi la stragrande parte del reinvestimento dei profitti illeciti avvenga sul piano internazionale.

Dopo la lezione, insieme ad alcuni rappresentanti del Coordinamento Provinciale di Libera Pisa e dell’Associazione Ora Legale, i ragazzi del Master APC, guidano i loro ospiti Campani alla scoperta delle diverse esperienze ed iniziative sul territorio. La prima tappa consiste nella visita all’edicola “i Saperi della legalità” che nel pieno centro pisano è ancora simbolo vivo del riscatto sociale. In tal senso, il discorso del coordinatore provinciale di Libera Pisa, Fabrizio Tognoni, si impernia su tre linee fondamentali: riscatto, impegno, perseveranza. Riscatto, nella prospettiva di fare di un bene confiscato alla mafia un simbolo di legalità; Impegno, nel non disperdere questo patrimonio della giustizia sociale; Perseveranza, perché le battaglie non si vincono solo al momento della sentenza (e/o dell’assegnazione), ma con l’impegno attivo di sempre e la collaborazione di tutti.

Il tour pisano continua poi alla Bottega “i Saperi e i Sapori della legalità” e prima del momento conviviale dell’apericena coi prodotti di Libera Terra i volontari, introdotti dal Presidente dell’Associazione Ora Legale, Paolo Martinelli, espongono le loro esperienze ed i loro progetti per il futuro, spaziando dalla presentazione delle iniziative sui 4 impegni di legalità, in un’ottica di sempre maggiore trasparenza e dialogo dei cittadini con la pubblica amministrazione; sul progetto ‘osservatorio’ per il monitoraggio e riutilizzo dei Beni Confiscati alle Mafie; sulla Comunicazione – e la collaborazione al progetto Mafie Sotto Casa, anche con alcune scuole della provincia – al fine di informare, sensibilizzare e quindi rendere la società  civile parte attiva dei processi sociali.

Proprio questo è il significato di una piacevole e produttiva giornata di gemellaggio, ché dall’impegno e dagli obbiettivi condivisi in ogni parte del nostro territorio, possa scaturire la consapevolezza in un intramontabile diktat: “l’unione fa la forza”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *